Il laboratorio

Per la realizzazione dei manufatti, si parte dall'argilla che può essere foggiata con varie tecniche: al tornio, con la pressatura o la stampatura manuale, a colaggio, a scultura, a lastre. Con il tornio vengono foggiati gli oggetti rotondi come i
vasi, le brocche, le anfore, le lampade, le ciotole, le fruttiere, i
cache-pot.
Questo tipo di lavorazione viene abitualmente eseguita in appositi laboratori, da artigiani esperti che foggiano i vari tipi di manufatti su modelli classici oppure su richiesta dei committenti. Di solito mi rifornisco da questi artigiani per la maggior parte degli oggetti che realizzo, spesso fornendo loro i disegni per i manufatti; a volte, quando devo realizzare oggetti particolari, lo faccio io stessa.
Con la pressatura o la stampatura manuale si ottengono a
bassorilievo formelle, medaglie, piastrelle,
cornici, pannelli. Io preparo il prototipo in argilla, e ne faccio il calco in gesso, con il quale si può riprodurre più volte il prototipo. 
Con il colaggio si possono ottenere oggetti a forma irregolare, usando argilla resa liquida con l'aggiunta di acqua e deflocculante,
colata all'interno di stampi in gesso formati da più pezzi. Una
volta che lo strato di argilla si è compattato, lo stampo viene aperti per
liberare l'oggetto così ottenuto. Con questa tecnica realizzo oggetti particolari come contrappesi e le rosette dei lampadari, e gli artigiani di cui mi servo la usano per teiere, caffettiere, applique.
La tecnica della scultura viene utilizzata per ottenere pezzi unici (come stemmi particolari, statue antropomorfe), oppure per ripristinare parti mancanti nelle ristrutturazioni di antiche dimore.
Con la tecnica delle lastre realizzo invece pannelli e formelle per gli stemmi, oppure targhe su misura.
Il manufatto ottenuto con una qualsiasi di queste tecniche di
foggiatura va poi fatto essiccare lontano da correnti di aria o da
fonti di calore che ne possono compromettere il risultato; dopo l'essiccatura, viene rifinito, infornato e cotto ad una temperatura di 960° C. Si ottiene in questo modo il "biscotto",
così chiamato poichè verrà cotto due volte (bis cotto = doppia
cottura), che a questo punto è pronto per essere smaltato. Anche
questa fase può essere ottenuta in diversi modi: per immersione, per
spruzzatura, per aspersione, ecc. 
L'oggetto viene poi ritoccato e ripulito nella parte che andrà a
contatto con la lastra del forno (piede); ora è pronto per essere
decorato.
La decorazione è la fase più importante: viene eseguita interamente a mano, con pennelli di varie forme e dimensioni e con colori costituiti da minerali (es. cobalto, ferro, cromo) o da ossidi (es. rame, manganese), macinati finemente e miscelati fra di loro per formare tutta la gamma cromatica.
Una volta realizzato il decoro, viene applicato con l'areografo un leggero strato di cristallina, ossia un vetro trasparente che serve a rendere lucidi i colori dopo la seconda cottura. Ora l'oggetto può essere messo nel forno, dove verrà cotto ad una temperatura di 960° C.; durante la cottura, lo smalto, i colori e la cristallina, si fondono per formare lo strato vetroso che ricopre la terracotta.
L'oggetto così ottenuto è impermeabile e i colori hanno acquisito la forza e la brillantezza che sono tipici di questi manufatti. Una ulteriore cottura può essere necessaria se si vogliono impreziosire le maioliche con lustri metallici o metalli preziosi (oro o platino). In questo caso, dopo aver applicato sempre a pennello tali sostanze, si rimette l'oggetto in forno ad una temperatura di 720° C. (piccolo fuoco o terza cottura).
